La persona più sola dell’universo non ha un nome, non gli serve, perché non deve farsi chiamare da nessuno. E anche per pensare a sé stesso non ha bisogno di nessun nome, perché gli basta pensare a qualcuno e automaticamente è lui. Ma se anche ci fosse qualcosa all’esterno di sé con cui compararsi non sarebbe così solo, avrebbe un qualcos’altro (foss’anche il vuoto, il nulla, il caos) a tenergli compagnia. Così avendo esperienza solo di sé e memoria di nient’altro che sé stesso la persona più sola dell’universo non ha nessun nome.
Tanto che la volta che incontrò un altro non seppe come presentarsi, e improvvisò “Io sono colui che è.”
