Gente di liczin

   Personaggi immaginari per descrivere la realtà. (spin off del blog liczin)

 



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Nota - Questi racconti sono ispirati alla realtà: solo nomi, fatti, luoghi e personaggi sono inventati.
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giovedì, 28 maggio 2009
 

Amare

La crisi del settimo anno la signora Filumena ce l’ha all’tredicesimo anno e nove mesi.

Sta lì col marito sul divanetto, in silenzio, come due estranei che aspettano lo stesso treno.

“Ma tu mi ami o ti sei semplicemente abituato?”

Il signor Marialdo è pronto a rispondere “ti amo come i primi giorni” (perché si è abituato subito).

postato da liczin | 15:48 | commenti (5)


venerdì, 22 maggio 2009
 

Viaggio di notte

Pierugo e Simonetta non pensavano certo che andasse così il loro viaggio di nozze al villaggio Marispica di Pozzallo.

Quando hanno preso il pattino per restare un po’ soli al largo, non pensavano che la corrente li avrebbe presi con sé e portati verso sud.

E quando, dopo un giorno e mezzo da naufraghi, allo stremo delle forze, hanno visto avvicinarsi le luci della motovedetta della Finanza, non pensavano che li avrebbe riaccompagnati in Libia…

postato da liczin | 09:27 | commenti (1)


mercoledì, 20 maggio 2009
 

Signorina sveglia

La signorina Barby ha una sveglia che alle 6.45 fa un trillo leggero. Poi, alle 6.53, si accende la radio con la musica classica. Alle 7 la sveglia parlante annuncia con accento milanese “Sono le sette in punto!”. È l’ora in cui la signorina Barby si dovrebbe alzare, ma in genere non lo fa finché non la costringe la sveglia sul cassettone, fuori portata di braccio; la sveglia sulla mensola dell’ingresso le impedisce di tornare a letto, e dopo altri dieci minuti è la caffettiera col timer che fa il suo fischio.

Alle 8.05 la sveglia vicino alla porta suona per segnalare che è l’ora di uscire di casa.

Stamani alle 8.07 la signorina Barby si è abbattuta sulla sedia accanto alla porta e si è addormentata lì…

postato da liczin | 09:36 | commenti (1)


martedì, 19 maggio 2009
 

Il vecchio che avanza

Il candidato Renzo Mattei dice che è “il nuovo”, perché ha meno di cent'anni.

Come se essere democristiani fosse una novità…

postato da liczin | 20:16 | commenti (1)


sabato, 16 maggio 2009
 

Manganelli

Guido, detto Bimbo, era un blando oppositore che camminava stanco sul bordo del corteo. Ma sono bastate un paio di cariche, alcune manganellate ben date, due costole incrinate, per trasformarlo in un nemico giurato della polizia.

Un errore da pochi secondi, un celerino scelto male e addestrato peggio, comandato pessimamente, e abbiamo un potenziale nemico pericoloso.

Bravi davvero...

postato da liczin | 16:12 | commenti (1)


mercoledì, 13 maggio 2009
 

Criminali

Prima di sera il signor Giuggiolo si troverà fuorilegge, un delinquente, un malfattore, un criminale.

Dà lavoro ad un’immigrata clandestina (per la quale ha fatto due domande di nullaosta all’immigrazione impegnandosi ad assumerla con contributi e tutto: una scaduta perché la ragazza non poteva affrontare il lungo viaggio andata e ritorno per prendere il visto lasciando in Italia la figlioletta piccola, l’altra ancora in attesa di risposta).

Prima di sera questa ragazza (che si fa un culo così a pulire le case degli altri) sarà una criminale solo per il fatto di essere una clandestina; quindi il signor Giuggiolo sarà colpevole di favoreggiamento.

Questo nel quadro del cosiddetto “decreto sicurezza”.

postato da liczin | 14:16 | commenti (3)


martedì, 12 maggio 2009
 

Respingimenti

Il signor V. scende dall’aereo e si aggiusta la cravatta. Come prima cosa va in un'area fumatori e apre un pacchetto del duty free. Eh, dopo tutte queste ore di volo una sigaretta è una liberazione…

Il controllo dei documenti è veloce: per uno che fa il suo lavoro avere un passaporto regolare non è un problema, così come un visto, un’azienda italiana che lo convoca con l’assunzione pronta, un appartamento e tutto.

Il signor V. è il braccio destro di un trafficante: viene in Italia a fare da "collegamento" con un'organizzazione italiana.

Sulla navetta dell’aeroporto dà un’occhiata al giornale che ha preso in aereo: in prima pagina una dichiarazione del premier che sui barconi che vengono dalla Libia ci sarebbero uomini della malavita organizzata.

Al signor V. scappa un sorriso, si accende un'altra sigaretta mentre si avvicina un disperato con l'accento straniero che gli chiede due spiccioli: lo respinge…

postato da liczin | 13:42 | commenti (2)


lunedì, 11 maggio 2009
 

Una è persino troppa

Nel condominio di via Silvestro Lega si è deciso che sarà il primo baluardo italiano contro il multiculturalismo.

Come primo provvedimento si è messo un cartello sul portone “Palazzo monoculturale”.

E già qui il postino ha fatto notare che il prefisso “mono-“ deriva dal greco, e che quindi era testimonianza di un antico multiculturalismo e dell’inarrestabilità delle migrazioni e influenze culturali fra i popoli (il postino, ironia involontaria, è laureato in lettere antiche). Allora sul cartello hanno fatto una riga col pennarello e hanno scritto “Palazzo UNIculturale”.

Il secondo provvedimento è stato ovviamente cacciare la famiglia Mwanga, che con quei “musi neri” rompeva la monolitica armonia della unicultura condominiale.

Anche la famiglia Gomez, di origine spagnola anche se italiani da tre generazioni, ha dovuto abbandonare la sua abitazione.

In seguito sono stato allontanati i coniugi Parma (in quanto ebrei) ed è stata festeggiata la scelta dei giovani Valmara (in disaccordo con la scelta del condominio) di trasferirsi altrove.

Dopo un paio di mesi ci si è accorti che Mario (della famiglia del secondo piano) preferiva la “musica negra” (il jazz) a quella del resto del condominio (i canti delle nostre belle montagne) e all’esilio di Mario è seguita l’intera famiglia.

A quel punto si è invitata la famiglia Basso, del quarto piano, a scegliere se parlare in italiano come tutti gli altri o insistere col dialetto fuori da quel palazzo (impossibilitati al buon uso dei congiuntivi sono stati messi alla porta con cordiale freddezza).

In nome dell’appianamento delle differenze culturali (tramite eliminazione delle minoranze) sono state eliminate anche le famiglie: che leggevano quotidiani diversi; che preferivano i film francesi; coi capelli ricci; che avevano letto “Guerra e pace”; con il cognome terminante per consonante; e così via.

Finché non resto solo il signor Vallotto, che aveva cacciato la moglie perché visibilmente diversa da lui (“voi donne ragionate in modo troppo diverso”) e i due figli (“voi giovani...”). Finalmente solo e uniculturale, privo di stimoli e novità, era convinto di essere sempre nel giusto per mancanza di confronti.

L’hanno ritrovato quando il puzzo di carogna ha cominciato ad ammorbare tutto il quartiere.

postato da liczin | 17:39 | commenti (1)


venerdì, 08 maggio 2009
 

A domanda risponde

- Certo che ti amo, altrimenti come farei a sopportarti?

- Eh, già…

postato da liczin | 10:52 | commenti (2)


lunedì, 04 maggio 2009
 

Errore di dimensione

La giovane Domitilla si pensa d’esser brutta (troppo bassa, troppo magra, troppo grassa, troppo scura, troppo…)

Sciocchina!

Usa solo il metro sbagliato!...

postato da liczin | 12:00 | commenti (2)