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martedì, 28 aprile 2009
Paolo glielo dice spesso “ti voglio bene” a Andrea, ma non è che gli voglia sempre bene, è che negli altri momenti sta zitto. Invece Andrea a Paolo gli vuole bene anche quando non glielo dice.
Così Paolo pensa che Andrea, quando tace, non gli voglia bene; invece Andrea è convinto che Paolo gli voglia bene sempre.
Ciò non toglie che Paolo e Andrea stiano proprio bene insieme.
domenica, 26 aprile 2009
Al signor Tebaldo cambierà l’orario di lavoro. Slitterà diminuendo una pausa pranzo insensatamente lunga e facendolo uscire un po’ prima, che da un punto di vista dei tempi sarebbe molto più comodo.
Però la pausa pranzo è l’unico tempo della giornata che è davvero solo a fare quel che vuole, soprattutto nulla: l’unico tempo davvero per sé stesso e diminuirà un po’.
Il signor Tebaldo sta pensando di aprire un blog e chiamarlo “i biglietti del suicida”.
mercoledì, 22 aprile 2009
Mercoledì 22 aprile, ore 11.37.39-11.39.16, alla piccola Carmilla è scappata la curiosità di sbirciare non vista nella stanza del morto. Come mai? Controllare che fosse morto davvero? Origliare i discorsi in sua assenza? Vedere il morto un’ultima volta?
Chissà.
E chissà come mai non è entrata, ma si è limitata a restare invisibile. Nessuno le ha vietato di entrare, di salutare: qui non è come da lei, quaggiù al paese di suo padre la morte fa parte della vita. Si è tristi, si chiacchiera, ma anche si ride al ricordo, ci si abbraccia, si piange, si sopravvive senza che sia una colpa.
martedì, 21 aprile 2009
Quando il signor Piero si mise a riverniciarsi il cuore, passò prima, come d’uso, una mano di indurente; ma non potendo prima scartavetrarlo ben bene (ché il cuore è fatto così) la tinta sotto continuava ad affiorare.
Un classico nei litigi delle coppie è il tubetto del dentrificio, strizzato dal fondo o a metà.
Il signor Lugno l’ultima volta non ha litigato per il dentifricio con la moglie, ma perché lei ci mette accanto il tubetto dell’adesivo della dentiera, e la mattina il signor Lugno c’ha gli occhi abbottonati dal sonno.
Il principe Bullone sapeva che per ripudiare una moglie un pretesto vale l’altro. Lei fece un gesto con la mano e tanto bastò.
Dietro il vetro sporco della finestra la signora Liz guardava con sguardo scuro oltre le chiazze di luce che i lampioni lasciavano cadere sulla strada lucida.
Ancora non sapeva se sperava di più di veder tornare il marito o la notizia della sua morte atroce.
Quanto bisogna sanguinare perché esca abbastanza amore da lasciar posto alla rabbia?
lunedì, 20 aprile 2009
La signorina Clitumnia piange.
Si racconta d’essere vittima, e si crede.
Ci sarebbe difficile sopravvivere se non credessimo alle bugie che ci raccontiamo.
domenica, 19 aprile 2009
Il signor Wolfandro non aveva mai tradito la compagna: la moglie, e neanche una fidanzata.
Questa volta aveva incontrato questa donna che gli aveva un po’ cambiato la vita, la testa, il cuore.
Aveva deciso, non senza travaglio, di andarci a letto. Aveva tutto pronto, prenotazioni, fazzolettini di carta, slip comprati apposta, tre pacchetti di preservativi (meglio abbondare), tutta una serie di tachicardie e sporche bugie con la povera moglie. In preda all'eccitazione si era pure masturbato in due fazzoletti per “darsi una calmata”.
Però mentre era lì in attesa in preda all’agitazione gli arriva un sms da “fax” (il falso nome memorizzato sul cellulare) che non voleva più saperne di lui.
Wolfandro resta lì, col cuore spezzato da "fax" e con i sensi di colpa per aver tradito la moglie (coi due fazzoletti e le bugie).
mercoledì, 15 aprile 2009
La mattina dopo la signorina Guendalina pensò che era proprio una ragazza facile: era bastato che un bell’uomo distinto intelligente e spiritoso le facesse la corte coprendola d’attenzioni e di affetto per appena sei anni e mezzo e lei… plaf!... s’era concessa!
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