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giovedì, 25 settembre 2008
Nel paese di Monteboscoso le discussioni politiche si fanno per lo più davanti al bar della Mara (nessuno lo chiama come indica l’insegna “Antico Caffè della Posta” da quando la Mara non c’è più e sarebbe il bar della figlia della Mara).
Il sindaco, ragionier Mazzato, sostiene che la criminalità non è un’emergenza; ma il capo dell’opposizione, il dottor Strano, agita le pagine della cronaca locale (diretta dal fratello) coi titoloni “Ladri all’opera: sparisce un tostapane”, “Ondata di taccheggi: negozianti in allarme”, grida “quattro furti di biciclette solo nell’ultimo mese!”.
Il ragionier Mazzato, prova a dire che i reati non sono cresciuti e sono al livello di “quando si poteva lasciare la porta aperta”, e che nei paesi vicini la situazione non è migliore, ma è sovrastato dalla voce stentorea del dottor Strano: “L’amministrazione non fa niente contro la recente ondata di immigrazione, che ha provocato questa emergenza criminale”.
La “ondata di immigrazione” è una coppia di moldavi (detti “i romeni”), che da un mesetto ha occupato un casolare abbandonato: lui parte la mattina alle cinque e va sulla statale a chiedere lavoro ai caporali (“sparisce tutto il giorno e non si sa cosa faccia”), lei fa le pulizie in casa ad alcune famiglie locali (ovviamente al nero) tra cui il cognato del dottor Strano.
Il ragionier Mazzato poggia la tazzina sul tavolino, si pulisce la bocca col tovagliolino, poi dichiara “E comunque no, non li chiedo i militari.”
mercoledì, 24 settembre 2008
La signora Rosella è in ansia. Prima vedeva i suoi parenti, di vicino Napoli, tutti i giorni in televisione. Protestavano contro l’apertura delle discariche, facevano le barricate contro i camion, mostravano i cartelli, parlavano di mozzarelle e prodotti d’eccellenza, venivano intervistati sulla diossina e si intendevano di falde acquifere, prendevano le distanze (ma non troppo) dalle bombe della camorra, ecc. Li vedeva e non aveva bisogno di chiamare quell’attaccabottoni di zia Lina.
Ora da un po’ di tempo non li vede più. Staranno bene? Gli sarà successo qualcosa? Si sono squagliati col caldo estivo? E con loro gli altri contestatori col sindaco in testa, le barricate, i cartelli, le mozzarelle in pericolo, le falde acquifere, la camorra e tutto il resto?
“Mah - la signora Rosella scuote la testa - qui per avere notizie i telegiornali non servono: tocca telefonare.”
lunedì, 22 settembre 2008
Giangiorgio Sangiorgi è quel che si dice una blogstar. Pioniere del “social network” dal 2003 è una specie di “opinion leader”: il suo blog ha migliaia di lettori al giorno, ogni suo post ha dozzine di commenti (anche quando è roba del tipo “Oggi Windows mi fa le bizze.”), è sempre nei primi posti nelle statistiche e nei sondaggi “blog dell’anno” o “blogger dell’anno” (posto che ci sia differenza).
Oggi sta lì, con la guancia poggiata sulla mano, a meditare sul cosiddetto web 2.0. Il blog più seguito è quello di Beppe Grillo, che deve la sua popolarità alla fama (prima di tutto televisiva) dell’eponimo ed è tenuto da una redazione di professionisti: che differenza c’è coi “media tradizionali”? I commenti? Wittgenstein è tenuto da un giornalista professionista e non ha neppure quelli…
E poi i meccanismi della popolarità non sono diversi da quelli autoreferenti degli altri media. Ha fatto un esperimento, lui, una blogstar, ha tenuto per sei mesi un blog anonimo, senza pubblicizzarsi, senza utilizzare la rete di fama e di conoscenze; dopo sei mesi, 126 post e 84 commenti (di cui una ventina suoi) ha zero lettori affezionati, e la maggior parte dei visitatori è gente che cerca cose tipo “ballerine brasiliane nude”.
Giangiorgio oggi sta lì, con la guancia poggiata sulla mano sinistra, mentre con la destra sul mouse oggi chiude un blog.
lunedì, 08 settembre 2008
Si fa chiamare Mario, un po' perché il suo vero nome è difficile da pronunciare per noi, un po' per sentirsi meno straniero.
Clandestino in attesa di nullaosta all’immigrazione.
Ogni settimana chiede notizie dell’arrivo del suo “nullaosta” (la parola italiana che pronuncia meglio).
Si vede che non è italiano: non vede l’ora di pagare le tasse!…
giovedì, 04 settembre 2008
La signorina Bimba è così in ansia per la sua condizione di disoccupata che passa le giornate su Second Life.
L’anziana madre, in ansia per la sua condizione di disoccupata e anche perché le sembra molto depressa (“sta tutto il tempo chiusa nella sua camera!”), la mantiene nella vera Life, dandole vero cibo, un vero tetto, pagandole le vere bollette con i veri soldi della sua vera pensione (tutte cose di cui Bimba non si accorge nemmeno tanto sono scontate).
Ah, quante vere pedate nel culo…!
Al ritorno dal viaggio di nozze con la crociera “le Stelle del Mediterraneo” Marco si svegliò con un urlo, balzando sudato dal letto come si vede nei film.
“Che c’è, Marco? Che succede?”
“Un incubo, una visione.”
“Che hai visto?” Sara si allarmò: essendo superstiziosa si immaginò cose da apocalisse sulla loro casa nuova, neanche del tutto finita.
“In Italia…”
“Che hai visto??”
“I ministri.”
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