|
domenica, 27 dicembre 2009
Il maresciallo Speziale sorseggia la sua orzata, se l’è meritata.
“Però vede – dice al buon Mizzighetta – con l’arresto degli Spataccia, ieri, abbiamo solo tolto la testa all’Idra.”
“Marescia’ dice che non è stata una cosa buona?”
”Per carità! Meravigliosa! Però vedi, vedi quello: Pinuccio.”
“Lo conosco: incensurato, brava persona.”
”Certo, mai fatto niente, è uno che si fa i fatti suoi, con la sua scuolaguida. E quella, la signora Grazia.”
“Eh, che ha fatto?”
”Niente. Anche lei vive tranquilla, si fa i fatti suoi, con il noleggio di dvd. O Calò, il barbiere, e il ragionier Coccovaro. La mafia sono Pinuccio, la signora Grazia, il barbiere Calò, il ragionier Coccovaro… quelli che si fanno i fatti propri, che non s’immischiano. Finché continueranno loro a fare le radici, la pianta non morirà, continueremo solo a potarla.”
giovedì, 17 dicembre 2009
- Beh, allora? Com’è andata ieri sera con la tipa?
- Mah, valle a capire le donne…
- Che c’è? Non t’è andata bene? Con la maggiore mangiauomini della ditta?
- Ma proprio quello! Te l’aspettavi che gli piace uno che dorme tranquillo come un angioletto?
- Ma che ti sei messo a dormire?!
- Eh, vorrei veder te! L’ho presa sul divano, sul tavolo di cucina, sul tappeto davanti al camino, l’abbiamo fatto anche sotto la doccia… alla fine eravamo sfiniti: ci siamo buttati sul letto e ho dormito come un sasso. E lo sai che mi ha detto?...
- Cosa?
- Mi ha detto che sono bravo a letto e vuole rivedermi presto. Ma io a letto c’ho solo dormito! Ma te lo saresti mai aspettato che le piace uno che dorme?
mercoledì, 09 dicembre 2009
Lui lo sa che non è il massimo dell’originalità come soprannome per uno che fa il suo mestiere. D’altra parte lo chiamano “il gatto” e lui se lo tiene, accontentandosi della lieve ironia del fatto che chiamino “gatto” un topo d’appartamento.
In questo periodo dell’anno “il gatto” smette la calzamaglia nera e l’usuale mascherina sugli occhi e si veste di rosso vivace. E se una luce lo colpisce mentre è arrampicato ad un balcone o a una finestra lui non fa altro che restare immobile, e confondersi nella folla.
martedì, 01 dicembre 2009
Il professor Tupelo è fiducioso matematicamente che c’è una donna perfetta per lui e per cui lui è perfetto, forse anche più d’una. Su tanti miliardi di donne, è praticamente sicuro.
Solo che dev’essere più o meno coetanea (se è morta prima che lui nascesse o è seienne adesso non serve a niente), si devono incontrare (se ce ne sono dieci in Papuasia o in Cile lui che se ne fa?), conoscere, dev’esserci il modo, l’occasione, tutto.
Così il professore Tupelo è praticamente certo che la sua "mezza mela" esiste. Ma è altrettanto sicuro che non la troverà mai.
E si accontenta della signora Tupelo.
PS: la signora Tupelo, senza tanta matematica, idem.
giovedì, 26 novembre 2009
Il dottor Spatazzo e l’imprenditore Zampaò sorseggiano il caffè, guardando il passeggio fuori della vetrina. C’è una manifestazione contro la mafia.
- Certo che tutte queste targhe, i monumenti, i nomi delle piazze…
- Mh, quali?
- Quelli dei giudici, dei giornalisti...
- Eh, e allora?
- Una bella rottura, li fanno diventare degli eroi… e li ricordano dappertutto.
- E rottura di cosa? Li ricordino pure, li ricordino sempre.
- Ma come? Credevo che…
- Ricordino pure che fine fanno. Per qualche eroe… sai gli altri che fanno? Si fanno i fatti loro. Finito il corteo tornano a casa, al lavoro, e si fanno i fatti propri.
Adesso venga dottore, sennò finisce che non facciamo in tempo per il comizio.
domenica, 22 novembre 2009
L’ingegner Ghirf nel suo spoglio ufficio dei Servizi, per sentirsi meno solo guardava i numeri di telefono scorrere sul suo schermo. Guardava quante volte tornava un numero identico nella lista delle telefonate. E in quei numeri apparentemente indifferenti riconosceva un sorriso o delle lacrime, un volto mai visto, uno sguardo mai incrociato. Una persona.
E si sentiva un po’ meno solo. E sperava che quei numerini, per quanto poco potessero essere, non smettessero mai.
lunedì, 16 novembre 2009
La signorina Guinilde sa che il dottor Kollwerth pensa a lei tutti i giorni, tutte le ore, tutti i minuti. Lo sa. Quello che non capisce è se è solo per mandarla a fanculo.
domenica, 15 novembre 2009
Il signor Garbonzo aveva voglia di morire, ma senza farlo apposta.
Aveva responsabilità, persone che gli volevano bene, cose che dipendevano da lui, e allora non si sarebbe perdonato di cercare la morte.
Così faceva la vita solita, niente di anormale, con la normale prudenza di chiunque altro, però con l’intima speranza che un cornicione improvviso gli piombasse sulla testa, che un pirata della strada lo travolgesse uccidendolo sul colpo. E invece niente, neanche un infarto.
Tornava tutte le sere a casa, appendeva il cappotto all’attaccapanni: “com’è andata oggi?”
“Mah, sono qui…”
venerdì, 13 novembre 2009
Il giovane Bernardo si accorse quella sera che a volte anche ad essere in mezzo a una festa, con la musica e la birra buone, con amici spiritosi e pizzette saporite, a volte basta che manchi una persona per essere soli.
giovedì, 12 novembre 2009
“Ma l’amore è un’altra cosa.”
Gli piace così, a Gennaro: d’essere sentenzioso.
“Un’altra da che?”
“Da qualsiasi cosa, da tutto, persino da sé stesso.”
Cambio discorso. A lui piace così, di dire frasi troppo profonde, così profonde da non avere fondamento.
Perché non è così: l’amore è proprio quello.
|